Il piano di autocontrollo dell’allevamento è uno strumento fondamentale per organizzare e documentare tutte le attività necessarie a garantire la salute e il benessere degli animali, la sicurezza delle produzioni e il rispetto della normativa vigente. Attraverso procedure chiare, controlli periodici e una corretta gestione delle registrazioni, il piano consente di individuare tempestivamente eventuali rischi, prevenire le non conformità e assicurare la tracciabilità delle operazioni svolte. Ciascun allevamento dovrà adattarlo alle proprie caratteristiche, alle specie allevate e alle specifiche modalità produttive.
Come scrivere piano di autocontrollo allevamento
Un piano di autocontrollo per un allevamento è il documento con cui l’operatore dimostra di conoscere i rischi collegati alla produzione primaria, di aver adottato misure preventive adeguate e di essere in grado di verificare e dimostrare che tali misure vengono applicate. Non deve essere un documento generico copiato da un modello, ma deve descrivere concretamente ciò che avviene nell’azienda: quali animali sono allevati, dove sono mantenuti, con quali alimenti vengono nutriti, quali medicinali e prodotti vengono utilizzati, come vengono gestiti letame e reflui, come si prevengono le malattie e quali registrazioni vengono conservate.
Prima di iniziare la redazione occorre definire con precisione il campo di applicazione. È necessario indicare la sede dell’allevamento, il legale rappresentante, il responsabile dell’autocontrollo, il numero e la specie degli animali, l’indirizzo produttivo e la destinazione dei prodotti. Un allevamento di bovini da latte presenta rischi e procedure diverse rispetto a un allevamento di suini, polli da carne, galline ovaiole, ovini, caprini, conigli, api o animali destinati alla produzione di selvaggina. Anche la differenza tra vendita diretta, conferimento a un caseificio, macellazione presso terzi, produzione di uova o semplice allevamento di animali da riproduzione modifica il contenuto del piano.
Il documento dovrebbe descrivere l’azienda nella sua situazione reale. Occorre quindi rappresentare i fabbricati, i locali di stabulazione, le sale di mungitura o raccolta, i depositi dei mangimi, i locali per medicinali e detergenti, le aree di quarantena, i punti di carico e scarico, le fonti di approvvigionamento idrico, i percorsi degli animali, gli accessi dei visitatori e le zone destinate allo stoccaggio del letame. Non è indispensabile realizzare un disegno complesso, ma è utile allegare una planimetria semplice, purché consenta di comprendere i flussi e di individuare le possibili interferenze tra animali sani e malati, mangimi puliti e materiali contaminati, mezzi aziendali e aree produttive.
La base del piano è costituita dalle buone prassi igieniche e gestionali. In un allevamento, infatti, molti rischi vengono controllati prima ancora di poter individuare veri e propri punti critici. Il piano deve spiegare come vengono manteniti puliti e in buono stato i ricoveri, le attrezzature, gli abbeveratoi, le mangiatoie, le sale di mungitura, i contenitori e i mezzi utilizzati per il trasporto interno. Deve inoltre stabilire con quale frequenza vengono effettuate le pulizie, quali detergenti o disinfettanti vengono utilizzati, in quali concentrazioni, con quali tempi di contatto e chi è incaricato di eseguire e controllare l’operazione.
La pulizia non dovrebbe essere descritta con formule vaghe come “si pulisce regolarmente”. È preferibile indicare che cosa viene pulito, con quale metodo, con quale frequenza e come viene verificato il risultato. Se, per esempio, si parla di una sala di mungitura, il piano può descrivere il risciacquo iniziale, il lavaggio con detergente idoneo, il successivo risciacquo e l’eventuale disinfezione, specificando che le concentrazioni e le temperature devono rispettare le indicazioni del produttore. La procedura deve indicare anche cosa accade quando una verifica evidenzia residui, cattivi odori, incrostazioni o contaminazioni.
Una parte fondamentale riguarda l’acqua. Il piano deve identificare la fonte idrica utilizzata per abbeverare gli animali, lavare gli impianti, pulire le attrezzature o effettuare la mungitura. Se l’acqua proviene dall’acquedotto, bisogna conservare la documentazione disponibile e definire le verifiche necessarie. Se proviene da pozzo, cisterna o altra fonte privata, occorre considerare maggiormente il rischio di contaminazione microbiologica e chimica, prevedendo controlli analitici con frequenza stabilita sulla base della valutazione del rischio. Devono essere descritte anche la protezione del pozzo, la manutenzione delle cisterne, la pulizia delle condotte e le azioni da adottare quando i risultati non sono conformi.
Il controllo dei mangimi deve essere trattato in modo approfondito, perché rappresenta uno dei principali punti di ingresso di pericoli biologici, chimici e fisici. Il piano deve spiegare come vengono scelti i fornitori, come vengono controllate le etichette e i documenti di accompagnamento, dove vengono stoccati i mangimi e come si evita il contatto con umidità, infestanti, sostanze chimiche e materiali estranei. È importante distinguere i mangimi medicati, gli integratori, le materie prime, gli insilati e i fieni, indicando per ciascuno le modalità di ricevimento, identificazione, conservazione e utilizzo.
Bisogna inoltre prevedere una gestione delle scorte che impedisca l’uso di prodotti scaduti o deteriorati. I mangimi devono essere identificabili mediante denominazione, lotto e data di durata minima, quando presenti. Nel caso di autoproduzione, il piano deve descrivere l’origine delle materie prime, le modalità di raccolta e conservazione, il controllo dell’umidità, la prevenzione delle muffe e la gestione di eventuali trattamenti. Per gli insilati è necessario considerare il rischio di fermentazioni anomale, contaminazioni da terra o presenza di muffe. Quando si sospetta un’alterazione, il mangime non deve essere somministrato finché non è stata effettuata una valutazione adeguata.
La prevenzione degli infestanti deve essere descritta senza affidarsi soltanto alla presenza di un contratto con una ditta esterna. Il piano deve indicare come vengono controllati roditori, insetti e uccelli, dove sono collocate le esche o le trappole, come vengono identificati i dispositivi e con quale frequenza vengono ispezionati. Le esche non devono poter entrare in contatto con mangimi, lettiere, animali o attrezzature. Se vengono utilizzati prodotti biocidi, devono essere autorizzati, correttamente identificati e conservati in luoghi separati dagli alimenti per animali e dai medicinali.
La gestione sanitaria degli animali deve essere collegata all’igiene delle produzioni. Occorre descrivere come vengono acquistati o introdotti nuovi animali, quali informazioni sanitarie vengono richieste, dove vengono mantenuti in osservazione e quali procedure vengono adottate in caso di sospetta malattia. Un piano adeguato deve prevedere la separazione degli animali malati, la gestione dei soggetti morti, la pulizia e disinfezione dei locali e delle attrezzature, nonché le modalità di contatto con il veterinario aziendale o con i servizi veterinari ufficiali.
Nel documento devono essere indicate anche le misure di biosicurezza. È opportuno stabilire come vengono regolamentati gli accessi di visitatori, tecnici, trasportatori e manutentori, se è necessario utilizzare calzature o indumenti dedicati, come vengono gestiti i mezzi di trasporto e come si impedisce il contatto non controllato con altri allevamenti. Le procedure devono essere proporzionate alla realtà aziendale, ma devono sempre affrontare i rischi di introduzione e diffusione delle malattie attraverso persone, animali, veicoli, attrezzature, mangimi e materiali.
La gestione dei medicinali veterinari richiede particolare attenzione. Il piano deve precisare chi è autorizzato a utilizzare i medicinali, dove vengono conservati, come vengono rispettate le temperature, come si controllano scadenze e integrità delle confezioni e come vengono registrati i trattamenti. Ogni trattamento deve essere collegato agli animali interessati, alla diagnosi o al motivo dell’intervento, al medicinale impiegato, al dosaggio, alla durata e al periodo di sospensione. Gli animali sottoposti a trattamento devono essere identificabili in modo chiaro, così da evitare che il latte, la carne, le uova o altri prodotti vengano consegnati prima della fine del periodo di sospensione.
Il controllo dei tempi di sospensione è uno dei punti più importanti dell’autocontrollo, perché la presenza di residui di farmaci può comportare un rischio diretto per il consumatore. Il piano deve stabilire come vengono contrassegnati gli animali trattati, chi verifica la sospensione prima della mungitura o della consegna, come vengono separati i prodotti non conformi e quali registrazioni dimostrano l’avvenuto controllo. Nel caso del latte, deve essere chiarito anche come viene escluso dal conferimento il latte proveniente da animali trattati o da animali affetti da patologie che ne rendano inidoneo l’utilizzo.
Se l’allevamento produce latte, il piano deve contenere una sezione specifica sulla mungitura. Devono essere descritti lo stato igienico della mammella, la pulizia degli animali, l’eventuale gestione dei primi getti, l’uso di materiali monouso o sanificabili, la pulizia dell’impianto, il raffreddamento del latte, il controllo della temperatura, la manutenzione dell’impianto e la gestione delle anomalie. È essenziale stabilire cosa viene fatto quando il latte non raggiunge rapidamente la temperatura prevista, quando il serbatoio non è adeguatamente pulito, quando aumenta la carica batterica o quando vengono rilevati residui di medicinali.
Per la produzione di uova devono essere considerate la raccolta frequente, la pulizia e l’integrità dei gusci, la gestione delle uova sporche o incrinate, il controllo degli infestanti, il mantenimento delle condizioni di conservazione e la tracciabilità dei lotti. Per gli animali destinati alla macellazione occorre invece prestare attenzione all’identificazione, alla corretta compilazione dei documenti di movimentazione, alla comunicazione delle informazioni sulla catena alimentare e all’idoneità degli animali al trasporto.
L’analisi dei pericoli deve comprendere pericoli biologici, chimici e fisici. I pericoli biologici includono batteri patogeni, virus, parassiti e muffe. Quelli chimici comprendono residui di medicinali, micotossine, detergenti, disinfettanti, pesticidi, metalli pesanti e contaminanti ambientali. I pericoli fisici possono essere rappresentati da frammenti metallici, vetro, plastica, pietre, parti di attrezzature o altri corpi estranei. Per ogni pericolo bisogna valutare la probabilità che si verifichi e la gravità delle conseguenze, considerando la specie allevata, il sistema produttivo, la storia aziendale, la provenienza degli alimenti e i risultati dei controlli precedenti.
Non tutti i pericoli devono diventare punti critici di controllo. Nella produzione primaria molti rischi vengono gestiti attraverso procedure preliminari, come la selezione dei fornitori, la pulizia, la manutenzione, la disinfestazione, la biosicurezza e la corretta somministrazione dei medicinali. Un punto critico deve essere individuato soltanto quando un passaggio è essenziale per prevenire, eliminare o ridurre un pericolo a un livello accettabile e quando esiste un limite verificabile. Nell’allevamento da latte, per esempio, la verifica dell’assenza di latte proveniente da animali sotto trattamento e il controllo della refrigerazione possono costituire fasi particolarmente importanti, mentre la pulizia generale dei locali è normalmente gestita mediante una procedura operativa e non attraverso un limite critico numerico.
Per ciascuna fase significativa il piano dovrebbe chiarire quale controllo viene eseguito, quale parametro viene osservato, con quale frequenza, da chi e su quale registrazione viene annotato il risultato. Un controllo efficace non deve limitarsi alla firma dell’operatore. Deve rendere possibile dimostrare che la verifica è stata realmente eseguita. È quindi utile registrare date, orari, identificazione degli animali o dei lotti, risultati delle misurazioni, eventuali anomalie e provvedimenti adottati.
Le azioni correttive devono essere concrete e già definite nel piano. Se un mangime presenta muffe, deve essere isolato, identificato e non utilizzato, mentre deve essere valutata la necessità di contattare il fornitore o effettuare analisi. Se il latte di un animale trattato viene accidentalmente miscelato con il latte conforme, occorre bloccare il prodotto interessato, informare il destinatario e valutare il rischio. Se l’acqua risulta non conforme, bisogna sospenderne l’uso per le destinazioni a rischio, individuare una fonte alternativa e procedere al ripristino della potabilità. Una semplice annotazione della non conformità non è sufficiente se non viene indicato chi deve intervenire, entro quando e come si verifica la risoluzione.
La rintracciabilità deve consentire di ricostruire il percorso degli animali e dei prodotti. Il piano deve spiegare come vengono registrati gli ingressi e le uscite degli animali, i movimenti interni rilevanti, i trattamenti, i mangimi acquistati, i prodotti consegnati e i destinatari. Per ogni partita di latte, uova, animali o altro prodotto deve essere possibile risalire, per quanto necessario, all’allevamento di origine, al periodo di produzione e agli eventuali fattori che possono averne influenzato la sicurezza. È inoltre importante prevedere una procedura di ritiro o richiamo, con indicazione delle persone da contattare e delle modalità per bloccare rapidamente un prodotto potenzialmente rischioso.
Il piano deve stabilire quali documenti vengono conservati e per quanto tempo, in conformità alla normativa applicabile e alle indicazioni dell’autorità competente. Le registrazioni possono essere cartacee o elettroniche, ma devono essere leggibili, protette da modifiche non autorizzate e facilmente reperibili durante un controllo ufficiale. Devono essere conservati, secondo i tempi previsti, i risultati delle analisi, le fatture e i documenti dei mangimi, i registri dei trattamenti, le schede di pulizia, le manutenzioni, i controlli dell’acqua, le verifiche degli infestanti, la formazione del personale e le registrazioni delle non conformità.
La formazione degli addetti non deve essere trattata come un adempimento astratto. Il piano dovrebbe indicare quali persone svolgono attività che incidono sulla sicurezza degli alimenti o dei mangimi e quali istruzioni hanno ricevuto. Gli operatori devono sapere come riconoscere animali malati, come separare i soggetti trattati, come pulire le attrezzature, come gestire i mangimi, come compilare i registri e a chi comunicare un’anomalia. La formazione deve essere aggiornata quando cambiano le attrezzature, i medicinali, le procedure o l’organizzazione dell’azienda.
La verifica del piano deve essere programmata. Il responsabile deve controllare periodicamente che le procedure siano applicate, che le registrazioni siano complete, che le attrezzature funzionino e che le misure adottate siano efficaci. La verifica può comprendere osservazioni dirette, controllo dei registri, taratura o confronto degli strumenti di misura, valutazione dei risultati analitici e riesame delle non conformità. Il piano deve essere aggiornato quando vengono introdotti nuovi animali, nuovi mangimi, nuovi medicinali, nuovi locali, nuove attrezzature o nuove modalità di commercializzazione, ma anche quando si verificano problemi sanitari, risultati analitici sfavorevoli o modifiche normative.
Dal punto di vista formale, il documento dovrebbe avere una struttura ordinata, con una parte descrittiva, le procedure operative, l’analisi dei pericoli, il sistema di monitoraggio, le azioni correttive, la gestione della rintracciabilità e i modelli di registrazione. Ogni procedura dovrebbe riportare almeno lo scopo, il campo di applicazione, le responsabilità, le modalità operative, i controlli, la gestione delle anomalie e i documenti da compilare. Alla fine è opportuno inserire la data di emissione, il numero di revisione, il nominativo del responsabile e la firma dell’operatore o del titolare.
È importante ricordare che, per la sola produzione primaria, il piano non deve necessariamente assumere la forma di un manuale industriale estremamente complesso. La normativa europea richiede l’applicazione di corrette prassi igieniche e, quando pertinente, dei principi dell’analisi dei pericoli. Se l’allevamento svolge anche attività successive, come trasformazione del latte, produzione di formaggi, confezionamento, vendita di alimenti trasformati o macellazione, il livello di dettaglio deve aumentare e può diventare necessario applicare pienamente i principi HACCP alle fasi svolte dopo la produzione primaria. In ogni caso, il valore del piano dipende dalla sua corrispondenza con la realtà aziendale: un documento breve ma preciso, applicato e supportato da registrazioni attendibili è molto più efficace di un manuale voluminoso che nessuno utilizza.
Fac simile piano di autocontrollo allevamento
PIANO DI AUTOCONTROLLO DELL’ALLEVAMENTO
1. DATI IDENTIFICATIVI DELL’AZIENDA
Ragione sociale: ____
Titolare/Legale rappresentante: ____
Codice aziendale: ____
Indirizzo sede legale: ____
Indirizzo allevamento: ____
Comune: ____
Provincia: ____
Telefono: ____
E-mail: ____
PEC: ____
Partita IVA/Codice fiscale: ____
Specie allevate: ____
Tipologia produttiva: ____
Numero massimo di animali presenti: ____
Numero medio di animali presenti: ____
Veterinario aziendale: ____
Recapito veterinario aziendale: ____
Consulente/Responsabile del piano di autocontrollo: ____
Data di redazione: ____
Data di revisione: ____
Versione del documento: ____
2. ORGANIGRAMMA E RESPONSABILITÀ
Titolare dell’azienda: ____
Responsabile dell’autocontrollo: ____
Responsabile della gestione degli animali: ____
Responsabile dell’alimentazione: ____
Responsabile della pulizia e disinfezione: ____
Responsabile della gestione dei medicinali veterinari: ____
Responsabile della gestione dei rifiuti e sottoprodotti: ____
Responsabile della registrazione e archiviazione dei documenti: ____
Personale dipendente/collaboratori: ____
Ditte e operatori esterni autorizzati: ____
3. DESCRIZIONE DELL’ALLEVAMENTO
Superficie aziendale complessiva: ____
Superficie destinata all’allevamento: ____
Numero e tipologia dei fabbricati: ____
Descrizione dei ricoveri: ____
Sistemi di stabulazione: ____
Sistemi di ventilazione: ____
Sistemi di illuminazione: ____
Sistemi di abbeverata: ____
Sistemi di alimentazione: ____
Aree di quarantena: ____
Aree di isolamento: ____
Aree di carico e scarico: ____
Aree di deposito mangimi: ____
Aree di deposito medicinali veterinari: ____
Aree di deposito prodotti per la pulizia: ____
Aree di deposito rifiuti: ____
Recinzione e accessi aziendali: ____
Presenza di corsi d’acqua o altre fonti di rischio: ____
4. DESCRIZIONE DEL CICLO PRODUTTIVO
Origine degli animali: ____
Modalità di introduzione degli animali: ____
Periodo di quarantena: ____
Fasi produttive: ____
Durata del ciclo produttivo: ____
Modalità di identificazione degli animali: ____
Modalità di movimentazione interna: ____
Modalità di uscita degli animali: ____
Destinazione degli animali o dei prodotti: ____
Trasportatori utilizzati: ____
Macello/centro di raccolta/destinatario: ____
5. ANALISI DEI PERICOLI
| Fase | Pericolo biologico | Pericolo chimico | Pericolo fisico | Misure preventive | Registrazioni |
|—|—|—|—|—|—|
| Introduzione animali | __ | __ | __ | __ | __ |
| Quarantena | __ | __ | __ | __ | __ |
| Alimentazione | __ | __ | __ | __ | __ |
| Abbeverata | __ | __ | __ | __ | __ |
| Gestione dei ricoveri | __ | __ | __ | __ | __ |
| Trattamenti veterinari | __ | __ | __ | __ | __ |
| Movimentazione animali | __ | __ | __ | __ | __ |
| Carico e trasporto | __ | __ | __ | __ | __ |
| Gestione reflui e rifiuti | __ | __ | __ | __ | __ |
6. GESTIONE DELL’INGRESSO DEGLI ANIMALI
Fornitori autorizzati: ____
Documentazione richiesta all’ingresso: ____
Controlli sanitari effettuati: ____
Controlli identificativi effettuati: ____
Controlli documentali effettuati: ____
Periodo di quarantena: ____
Modalità di isolamento: ____
Controlli durante la quarantena: ____
Criteri di accettazione degli animali: ____
Gestione degli animali non conformi: ____
7. IDENTIFICAZIONE E TRACCIABILITÀ
Sistema di identificazione utilizzato: ____
Registri ufficiali utilizzati: ____
Modalità di registrazione degli ingressi: ____
Modalità di registrazione delle uscite: ____
Modalità di registrazione dei decessi: ____
Modalità di registrazione dei trasferimenti interni: ____
Modalità di rintraccio degli animali: ____
Modalità di rintraccio dei mangimi: ____
Modalità di rintraccio dei medicinali veterinari: ____
Modalità di rintraccio dei prodotti ottenuti: ____
Tempo di conservazione della documentazione: ____
8. GESTIONE DELL’ALIMENTAZIONE
Fornitori di mangimi e materie prime: ____
Elenco dei mangimi utilizzati: ____
Modalità di approvvigionamento: ____
Controlli alla consegna: ____
Documenti acquisiti: ____
Modalità di stoccaggio: ____
Condizioni dei locali di deposito: ____
Protezione da infestanti e contaminazioni: ____
Gestione dei mangimi deteriorati o non conformi: ____
Modalità di distribuzione dei mangimi: ____
Pulizia delle attrezzature di alimentazione: ____
Frequenza dei controlli: ____
Responsabile dei controlli: ____
9. GESTIONE DELL’ACQUA DI ABBEVERATA
Fonte di approvvigionamento: ____
Tipologia di impianto: ____
Trattamento dell’acqua: ____
Frequenza di pulizia e sanificazione dell’impianto: ____
Controlli visivi: ____
Controlli analitici: ____
Frequenza dei campionamenti: ____
Laboratorio incaricato: ____
Parametri analizzati: ____
Gestione dell’acqua non conforme: ____
10. PULIZIA, SANIFICAZIONE E DISINFEZIONE
Aree e attrezzature interessate: ____
Prodotti utilizzati: ____
Fornitore dei prodotti: ____
Modalità di utilizzo: ____
Concentrazioni impiegate: ____
Tempi di contatto: ____
Frequenza degli interventi: ____
Responsabile delle operazioni: ____
Modalità di verifica dell’efficacia: ____
Gestione dei prodotti non conformi: ____
Programma di pulizia e disinfezione
| Area/attrezzatura | Frequenza | Prodotto | Modalità | Responsabile | Data esecuzione | Firma |
|—|—|—|—|—|—|—|
| __ | __ | __ | __ | __ | __ | __ |
| __ | __ | __ | __ | __ | __ | __ |
| __ | __ | __ | __ | __ | __ | __ |
| __ | __ | __ | __ | __ | __ | __ |
11. CONTROLLO DEGLI INFESTANTI
Ditta incaricata: ____
Responsabile interno: ____
Aree sottoposte a controllo: ____
Tipologia di infestanti considerati: ____
Prodotti utilizzati: ____
Numero e posizione delle trappole: ____
Frequenza dei controlli: ____
Modalità di registrazione degli interventi: ____
Gestione delle infestazioni: ____
Registro controllo infestanti
| Data | Area controllata | Esito | Intervento effettuato | Prodotto utilizzato | Operatore | Firma |
|—|—|—|—|—|—|—|
| __ | __ | __ | __ | __ | __ | __ |
| __ | __ | __ | __ | __ | __ | __ |
| __ | __ | __ | __ | __ | __ | __ |
12. BIOSICUREZZA
Regolamentazione degli accessi: ____
Registro visitatori: ____
Dispositivi di protezione individuale: ____
Procedure per visitatori e tecnici: ____
Gestione degli automezzi: ____
Pulizia e disinfezione degli automezzi: ____
Gestione degli animali nuovi: ____
Gestione degli animali malati: ____
Gestione degli animali morti: ____
Separazione dei gruppi di animali: ____
Controllo dei contatti con animali selvatici: ____
Misure contro uccelli, roditori e altri infestanti: ____
Piano di emergenza sanitaria: ____
13. SORVEGLIANZA SANITARIA DEGLI ANIMALI
Veterinario responsabile: ____
Frequenza delle visite: ____
Parametri osservati: ____
Modalità di rilevazione degli animali malati: ____
Modalità di isolamento: ____
Modalità di trattamento: ____
Modalità di registrazione dei sintomi e delle diagnosi: ____
Piano vaccinale: ____
Piano dei controlli diagnostici: ____
Esami di laboratorio previsti: ____
Gestione degli animali morti: ____
Modalità di comunicazione delle anomalie: ____
14. GESTIONE DEI MEDICINALI VETERINARI
Responsabile della gestione: ____
Fornitori autorizzati: ____
Modalità di approvvigionamento: ____
Luogo di conservazione: ____
Condizioni di conservazione: ____
Controllo delle scadenze: ____
Modalità di identificazione dei medicinali: ____
Modalità di somministrazione: ____
Prescrizioni e ricette: ____
Registro dei trattamenti: ____
Tempi di sospensione: ____
Gestione dei medicinali scaduti o inutilizzabili: ____
Modalità di verifica delle giacenze: ____
15. REGISTRO DEI TRATTAMENTI
| Data | Identificazione animale/gruppo | Medicinale | Principio attivo | Dose | Via di somministrazione | Durata | Tempo di sospensione | Veterinario/operatore | Firma |
|—|—|—|—|—|—|—|—|—|—|
| __ | __ | __ | __ | __ | __ | __ | __ | __ | __ |
| __ | __ | __ | __ | __ | __ | __ | __ | __ | __ |
| __ | __ | __ | __ | __ | __ | __ | __ | __ | __ |
16. GESTIONE DEI MANGIMI NON CONFORMI
Modalità di identificazione: ____
Modalità di separazione: ____
Area di deposito temporaneo: ____
Modalità di comunicazione al fornitore: ____
Modalità di restituzione o smaltimento: ____
Responsabile della gestione: ____
Documentazione conservata: ____
17. GESTIONE DEGLI ANIMALI MALATI O MORTI
Modalità di identificazione: ____
Area di isolamento: ____
Modalità di assistenza: ____
Modalità di registrazione: ____
Modalità di gestione degli animali morti: ____
Ditta autorizzata al ritiro: ____
Documenti di accompagnamento: ____
Frequenza dei controlli: ____
Responsabile: ____
18. GESTIONE DEI REFLUI, SOTTOPRODOTTI E RIFIUTI
Tipologia di reflui prodotti: ____
Modalità di raccolta: ____
Modalità di stoccaggio: ____
Modalità di utilizzo o smaltimento: ____
Tipologia di sottoprodotti: ____
Modalità di gestione degli animali morti: ____
Tipologia di rifiuti sanitari: ____
Modalità di raccolta e deposito: ____
Ditta incaricata dello smaltimento: ____
Frequenza dei ritiri: ____
Documentazione di smaltimento: ____
19. MANUTENZIONE DI STRUTTURE E ATTREZZATURE
Attrezzature sottoposte a manutenzione: ____
Frequenza degli interventi: ____
Responsabile della manutenzione: ____
Ditta incaricata: ____
Modalità di registrazione degli interventi: ____
Gestione delle attrezzature guaste: ____
Registro manutenzioni
| Data | Struttura/attrezzatura | Anomalia rilevata | Intervento effettuato | Operatore/ditta | Esito | Firma |
|—|—|—|—|—|—|—|
| __ | __ | __ | __ | __ | __ | __ |
| __ | __ | __ | __ | __ | __ | __ |
| __ | __ | __ | __ | __ | __ | __ |
20. FORMAZIONE DEL PERSONALE
Argomenti della formazione: ____
Personale formato: ____
Docente/ente formatore: ____
Data della formazione: ____
Frequenza degli aggiornamenti: ____
Modalità di verifica dell’apprendimento: ____
Registro formazione
| Data | Argomento | Partecipanti | Docente | Durata | Firma partecipanti |
|—|—|—|—|—|—|
| __ | __ | __ | __ | __ | __ |
| __ | __ | __ | __ | __ | __ |
21. GESTIONE DELLE NON CONFORMITÀ
Modalità di rilevazione: ____
Modalità di registrazione: ____
Responsabile della valutazione: ____
Modalità di segregazione del prodotto/animale/materiale non conforme: ____
Azioni correttive previste: ____
Azioni preventive previste: ____
Modalità di verifica dell’efficacia: ____
Modalità di comunicazione alle autorità competenti: ____
Registro delle non conformità
| Data | Non conformità rilevata | Area interessata | Azione correttiva | Responsabile | Verifica efficacia | Chiusura |
|—|—|—|—|—|—|—|
| __ | __ | __ | __ | __ | __ | __ |
| __ | __ | __ | __ | __ | __ | __ |
| __ | __ | __ | __ | __ | __ | __ |
22. GESTIONE DELLE EMERGENZE
Emergenza sanitaria: ____
Emergenza alimentare: ____
Interruzione dell’acqua: ____
Interruzione dell’energia elettrica: ____
Incendio: ____
Allagamento: ____
Fuga o introduzione di animali: ____
Mortalità anomala: ____
Contatti veterinari: ____
Contatti autorità competenti: ____
Contatti servizi di emergenza: ____
Modalità di evacuazione o contenimento: ____
Modalità di registrazione dell’evento: ____
23. VERIFICA DEL PIANO DI AUTOCONTROLLO
Frequenza delle verifiche interne: ____
Responsabile delle verifiche: ____
Documenti e registrazioni verificati: ____
Parametri controllati: ____
Esiti della verifica: ____
Azioni correttive richieste: ____
Data della verifica successiva: ____
Registro delle verifiche
| Data | Area verificata | Esito | Anomalie rilevate | Azioni richieste | Responsabile | Firma |
|—|—|—|—|—|—|—|
| __ | __ | __ | __ | __ | __ | __ |
| __ | __ | __ | __ | __ | __ | __ |
| __ | __ | __ | __ | __ | __ | __ |
24. ELENCO DELLE PROCEDURE ALLEGATE
Procedura di gestione degli animali in ingresso: ____
Procedura di quarantena: ____
Procedura di pulizia e disinfezione: ____
Procedura di controllo infestanti: ____
Procedura di gestione dei mangimi: ____
Procedura di gestione dell’acqua: ____
Procedura di gestione dei medicinali veterinari: ____
Procedura di gestione degli animali malati: ____
Procedura di gestione degli animali morti: ____
Procedura di gestione dei rifiuti e sottoprodotti: ____
Procedura di gestione delle emergenze: ____
Procedura di gestione delle non conformità: ____
Procedura di rintracciabilità: ____
25. ELENCO DELLA DOCUMENTAZIONE CONSERVATA
Documenti di identificazione degli animali: ____
Documenti di acquisto degli animali: ____
Documenti di vendita o movimentazione: ____
Documenti relativi ai mangimi: ____
Documenti relativi all’acqua: ____
Prescrizioni e registri dei trattamenti: ____
Referti e analisi di laboratorio: ____
Registri di pulizia e disinfezione: ____
Registri di controllo infestanti: ____
Registri di manutenzione: ____
Registri di formazione: ____
Registri delle non conformità: ____
Documenti di smaltimento: ____
Verbali di verifica: ____
Periodo di conservazione: ____
26. APPROVAZIONE DEL PIANO
Il presente piano di autocontrollo è stato redatto da:
Nome e cognome: ____
Qualifica: ____
Data: ____
Firma: ____
Il presente piano di autocontrollo è stato verificato da:
Nome e cognome: ____
Qualifica: ____
Data: ____
Firma: ____
Il presente piano di autocontrollo è stato approvato da:
Nome e cognome: ____
Qualifica: ____
Data: ____
Firma: ____
27. STORICO DELLE REVISIONI
| Versione | Data | Modifica effettuata | Redatto da | Verificato da | Approvato da |
|—|—|—|—|—|—|
| __ | __ | __ | __ | __ | __ |
| __ | __ | __ | __ | __ | __ |
| __ | __ | __ | __ | __ | __ |