Le schede di sicurezza dell’olio motore contengono informazioni essenziali per conoscere i rischi associati al prodotto e utilizzarlo in modo corretto e responsabile. Questa guida illustra come interpretare le principali sezioni del documento, comprendere le indicazioni relative a manipolazione, stoccaggio, dispositivi di protezione e gestione delle emergenze, così da tutelare la salute degli operatori e ridurre l’impatto sull’ambiente.
Come scrivere schede sicurezza olio motore
Per scrivere correttamente una scheda di dati di sicurezza per un olio motore occorre partire da un principio fondamentale: la scheda non è una semplice descrizione commerciale del prodotto, ma un documento tecnico e normativo destinato a consentire l’uso, la manipolazione, lo stoccaggio e lo smaltimento in condizioni di sicurezza. Nell’Unione europea deve essere redatta secondo il regolamento REACH, in particolare secondo l’Allegato II nella versione vigente, e deve tenere conto del regolamento CLP sulla classificazione, sull’etichettatura e sull’imballaggio delle sostanze e delle miscele. In Italia deve essere fornita in lingua italiana e deve risultare coerente con l’etichetta applicata al contenitore.
Prima di scrivere il documento è necessario raccogliere informazioni precise sul prodotto. Un olio motore può essere una miscela di oli base minerali, sintetici o semisintetici, additivi detergenti, disperdenti, antiossidanti, miglioratori dell’indice di viscosità, additivi antiusura, modificatori di attrito e altri componenti funzionali. La formulazione deve essere verificata nella sua versione effettiva, perché anche una variazione minima nella concentrazione di un additivo può modificare la classificazione della miscela, le indicazioni di pericolo o le informazioni da riportare nella scheda. È quindi opportuno utilizzare dati aggiornati forniti dai produttori delle singole materie prime, informazioni tossicologiche ed ecotossicologiche attendibili, dati fisico-chimici misurati e, quando necessario, risultati di prove eseguite sul prodotto finito.
La scheda deve iniziare con l’identificazione del prodotto e della società responsabile. Occorre riportare il nome commerciale esatto dell’olio motore, l’eventuale codice prodotto, il grado di viscosità, per esempio secondo la classificazione SAE, e gli impieghi identificati, come lubrificante per motori a benzina o diesel, uso professionale, uso industriale o manutenzione automobilistica. Se esistono usi sconsigliati, devono essere indicati in modo concreto, evitando formule generiche. È necessario fornire il nome, l’indirizzo completo, il numero di telefono e un indirizzo di posta elettronica del fornitore responsabile della scheda. Deve essere indicato anche il numero telefonico di emergenza, specificando gli orari e le lingue disponibili. In Italia è importante verificare che il riferimento sia effettivamente operativo e adeguato alla gestione di emergenze sanitarie o chimiche.
La classificazione della miscela deve essere stabilita applicando il regolamento CLP nella versione vigente. Non si deve presumere che un olio motore sia automaticamente non pericoloso soltanto perché ha una bassa volatilità o perché è destinato all’uso automobilistico. La classificazione deve considerare, tra gli altri aspetti, i pericoli per la salute derivanti dall’ingestione, dal contatto ripetuto o prolungato con la pelle, dall’inalazione di nebbie o aerosol, nonché i pericoli per l’ambiente acquatico e quelli fisici, come l’infiammabilità. La valutazione deve riguardare il prodotto tal quale e non soltanto i suoi componenti separati.
Nel caso degli oli motore è particolarmente importante valutare il contatto cutaneo ripetuto, perché alcuni oli esausti possono contenere prodotti di degradazione, contaminanti metallici, residui di combustione e sostanze potenzialmente nocive che non erano presenti, o erano presenti in misura diversa, nell’olio nuovo. La scheda dell’olio nuovo non deve essere confusa con quella dell’olio usato. Se il prodotto viene recuperato, contaminato o sottoposto a lavorazione, può diventare un materiale con caratteristiche differenti e deve essere rivalutato separatamente.
Quando la miscela è classificata come pericolosa, nella sezione relativa agli elementi dell’etichetta devono comparire il pittogramma o i pittogrammi previsti, l’avvertenza, le indicazioni di pericolo e i consigli di prudenza pertinenti. Devono essere aggiunti, quando richiesti, elementi supplementari previsti dal CLP o da normative specifiche. L’etichetta e la scheda devono essere perfettamente coerenti: non è corretto riportare nella scheda una classificazione più severa o più debole rispetto a quella utilizzata sull’imballaggio senza una motivazione tecnica documentabile. Se la miscela non è classificata come pericolosa, la scheda può essere comunque richiesta in determinate circostanze, per esempio quando contiene sostanze pericolose sopra specifiche soglie o quando un utilizzatore professionale ne fa richiesta. In tal caso occorre fornire in modo chiaro le informazioni necessarie alla gestione sicura, anche se non sono presenti pittogrammi.
La sezione dedicata alla composizione deve descrivere le sostanze presenti nella miscela che contribuiscono ai pericoli o che devono essere comunicate secondo le soglie previste. Non è generalmente necessario divulgare l’intera formula commerciale con percentuali esatte, ma le sostanze pertinenti devono essere identificate mediante denominazione chimica, numero CAS, numero CE o altro identificativo valido, intervallo di concentrazione e classificazione armonizzata o autoclassificazione applicabile. Se un componente è soggetto a limiti di esposizione professionale, classificazione come sensibilizzante, tossicità specifica per organi bersaglio, pericolo di aspirazione, cancerogenicità, mutagenicità, tossicità riproduttiva o pericolo ambientale, tale informazione deve essere considerata con particolare attenzione. Le concentrazioni possono essere espresse mediante intervalli, purché questi siano sufficientemente rappresentativi e rispettino i requisiti normativi. In presenza di componenti soggetti alla comunicazione della composizione ai centri antiveleni, devono essere valutati anche gli obblighi attinenti all’identificatore unico di formula, cioè l’UFI, quando applicabile.
Le misure di primo soccorso devono essere scritte in modo operativo e riferite alle diverse vie di esposizione. Per il contatto con la pelle occorre indicare la rimozione degli indumenti contaminati e il lavaggio accurato con acqua e detergente, evitando solventi aggressivi o prodotti destinati a sgrassare la pelle. Per il contatto con gli occhi si deve indicare il risciacquo prolungato con acqua, tenendo le palpebre aperte, e la necessità di consultare un medico se persistono irritazione, dolore o alterazioni della vista. In caso di inalazione di nebbie o vapori, la persona deve essere portata all’aria aperta e mantenuta in una posizione che favorisca la respirazione. L’ingestione richiede particolare prudenza: non si deve indurre il vomito, perché gli oli possono presentare un pericolo di aspirazione nei polmoni. È necessario contattare immediatamente un medico o un centro antiveleni e mostrare l’etichetta o la scheda. La scheda deve specificare i principali sintomi, gli effetti immediati e ritardati, nonché l’eventuale necessità di assistenza medica urgente.
La parte relativa alla lotta antincendio deve tenere conto del comportamento dell’olio in condizioni di incendio. Occorre indicare i mezzi estinguenti idonei, come schiuma, polvere chimica, anidride carbonica o acqua nebulizzata, e chiarire se esistono mezzi da evitare, per esempio un getto d’acqua pieno che potrebbe disperdere il prodotto in fiamme. Devono essere descritti i pericoli derivanti dalla combustione, tra cui fumi irritanti, ossidi di carbonio, prodotti di decomposizione termica e, a seconda della formulazione, altri composti nocivi. I soccorritori devono essere indirizzati all’uso di dispositivi di protezione adeguati e di autorespiratori quando vi sia esposizione ai fumi.
In caso di fuoriuscita accidentale, la scheda deve spiegare come proteggere le persone, eliminare le fonti di ignizione, impedire che il prodotto raggiunga scarichi, corsi d’acqua e terreno e contenere la perdita con materiali assorbenti idonei. Per un olio motore sono spesso appropriati materiali inerti assorbenti, come sabbia, terra, vermiculite o prodotti specifici, mentre segatura o altri materiali combustibili devono essere valutati con cautela. Il prodotto recuperato e il materiale assorbente contaminato devono essere raccolti in contenitori chiusi, etichettati e gestiti come rifiuti secondo la normativa applicabile. Non bisogna consigliare di lavare la perdita con acqua se ciò comporta la dispersione del prodotto nell’ambiente.
Le indicazioni per la manipolazione e lo stoccaggio devono essere realistiche e proporzionate ai pericoli effettivi. È necessario raccomandare di evitare il contatto prolungato o ripetuto con la pelle, l’inalazione di nebbie generate durante il travaso o l’applicazione e il contatto con gli occhi. Devono essere indicate le misure di igiene, come lavarsi le mani dopo la manipolazione, non mangiare né fumare durante il lavoro e sostituire gli indumenti contaminati. Per lo stoccaggio si devono specificare le condizioni da evitare, come il calore eccessivo, la luce solare diretta, le fiamme libere e i materiali incompatibili. I contenitori devono rimanere chiusi, integri e correttamente identificati. Se il prodotto è sensibile all’umidità o può degradarsi in determinate condizioni, queste informazioni devono essere incluse.
La sezione sul controllo dell’esposizione e sulla protezione individuale deve collegare i rischi del prodotto alle misure tecniche e organizzative necessarie. Devono essere riportati i valori limite di esposizione professionale applicabili alle sostanze presenti, distinguendo, quando previsto, tra polveri, nebbie, aerosol o componenti specifici. Se non esiste un limite per la miscela, non si deve inventare un valore. È possibile indicare la necessità di ventilazione generale o aspirazione localizzata, soprattutto in operazioni che generano nebbie, come nebulizzazione, spruzzatura, lavorazioni ad alta temperatura o utilizzo in ambienti poco ventilati.
I dispositivi di protezione devono essere scelti sulla base dell’esposizione reale. Per le mani possono essere necessari guanti resistenti agli oli e agli idrocarburi, ma la scelta deve considerare il materiale, lo spessore, il tempo di permeazione e le indicazioni del produttore dei guanti. Non è sufficiente scrivere genericamente “usare guanti protettivi”. Per gli occhi possono essere necessari occhiali a mascherina o visiere quando esiste rischio di schizzi. La protezione respiratoria non deve essere indicata automaticamente: va prevista quando la ventilazione non è sufficiente o quando si formano nebbie e aerosol, selezionando filtri e dispositivi appropriati sulla base della valutazione del rischio. Gli indumenti protettivi devono impedire il contatto prolungato della pelle con il prodotto.
Le proprietà fisiche e chimiche devono essere compilate con dati misurati o attendibili. Per un olio motore è utile riportare lo stato fisico, l’aspetto, il colore, l’odore, la soglia olfattiva se disponibile, il punto di fusione o congelamento, il punto di ebollizione o l’intervallo di ebollizione, l’infiammabilità, il punto di infiammabilità, i limiti di esplosività se pertinenti, la temperatura di autoaccensione, la temperatura di decomposizione, il pH quando applicabile, la viscosità, la solubilità in acqua, la densità relativa, la pressione di vapore e il coefficiente di ripartizione quando rilevante. Un olio motore è normalmente poco solubile o insolubile in acqua, ma tale dato deve essere verificato. Se un parametro non è disponibile o non è applicabile, è preferibile indicare “non disponibile” o “non applicabile” spiegandone eventualmente il motivo, invece di lasciare il campo vuoto.
La stabilità e la reattività devono indicare se il prodotto è stabile nelle normali condizioni d’uso e stoccaggio, quali condizioni devono essere evitate, quali materiali sono incompatibili e quali prodotti di decomposizione pericolosi possono formarsi. In genere occorre considerare il calore intenso, le fiamme, gli agenti ossidanti forti e la decomposizione termica. Devono essere distinti i prodotti pericolosi derivanti da una normale conservazione da quelli che possono formarsi durante un incendio o un surriscaldamento.
Le informazioni tossicologiche devono essere redatte sulla base dei dati disponibili per la miscela e per i componenti. Occorre considerare tossicità acuta, corrosione o irritazione cutanea, gravi lesioni oculari o irritazione oculare, sensibilizzazione, mutagenicità, cancerogenicità, tossicità riproduttiva, tossicità specifica per organi bersaglio dopo esposizione singola o ripetuta, pericolo in caso di aspirazione e possibili interazioni tra vie di esposizione. Per gli oli motore è essenziale spiegare il rischio associato all’aspirazione nei polmoni dopo ingestione o vomito. Le informazioni devono distinguere gli effetti dell’olio nuovo da quelli dell’olio degradato o usato e non devono utilizzare affermazioni assolute come “non tossico” quando i dati disponibili non consentono una conclusione così ampia.
La sezione ambientale deve descrivere la tossicità per organismi acquatici, la persistenza e degradabilità, il potenziale di bioaccumulo, la mobilità nel suolo e gli eventuali risultati della valutazione PBT o vPvB, oltre alle proprietà di interferenza con il sistema endocrino quando pertinenti. Gli oli motore non devono essere versati nel terreno, nelle fognature o nei corsi d’acqua. Se sono presenti additivi classificati come pericolosi per l’ambiente, la classificazione della miscela deve essere verificata con particolare attenzione. È opportuno evitare di dichiarare che il prodotto è “biodegradabile” senza disporre di dati adeguati e senza chiarire a quali componenti o condizioni si riferisce l’affermazione.
Le indicazioni sullo smaltimento devono riguardare il prodotto residuo, gli imballaggi contaminati, i materiali assorbenti e gli oli esausti. Devono essere indicate le modalità generali di gestione, il divieto di scarico nell’ambiente e la necessità di affidarsi a soggetti autorizzati. Il codice europeo dei rifiuti non dovrebbe essere assegnato in modo automatico se la classificazione dipende dall’utilizzo e dal grado di contaminazione; tuttavia, quando appropriato, possono essere forniti codici indicativi, specificando che la determinazione finale spetta al detentore del rifiuto secondo la normativa vigente. In Italia gli oli lubrificanti usati sono soggetti a regole specifiche di raccolta e gestione, quindi la scheda deve essere coerente con tali obblighi senza sostituire la valutazione del rifiuto effettivamente prodotto.
La sezione sul trasporto deve chiarire se il prodotto è regolamentato come merce pericolosa secondo ADR per strada, RID per ferrovia, ADN per vie navigabili interne, IMDG per mare o IATA per via aerea. Devono essere valutati numero ONU, denominazione ufficiale di trasporto, classe, gruppo di imballaggio, pericoli per l’ambiente, precauzioni speciali e trasporto alla rinfusa. Molti oli motore nuovi non sono classificati come merci pericolose ai fini del trasporto, ma questa conclusione deve essere verificata sulla base delle caratteristiche e della formulazione specifica, non dedotta soltanto dal nome del prodotto.
Le informazioni normative devono riportare le principali disposizioni europee e nazionali applicabili alla sostanza o alla miscela. È opportuno verificare l’eventuale presenza di sostanze soggette ad autorizzazione, restrizione o inserimento nella Candidate List, nonché gli obblighi relativi agli inquinanti organici persistenti, agli aerosol, ai biocidi o ad altre discipline speciali, se pertinenti. La valutazione della sicurezza chimica deve essere indicata quando è stata effettuata o quando risulta applicabile. Non è corretto inserire un lungo elenco di leggi non pertinenti: la sezione deve essere accurata, aggiornata e limitata ai riferimenti realmente applicabili.
La parte finale deve contenere le informazioni utilizzate per redigere la scheda, la spiegazione delle eventuali modifiche rispetto alla versione precedente, la legenda delle abbreviazioni, le principali fonti dei dati e, se necessario, le indicazioni sui metodi di classificazione applicati. La data di emissione e il numero di revisione devono essere chiaramente riportati. Ogni modifica della formula, della classificazione, della normativa o delle informazioni di sicurezza deve comportare una verifica della scheda e, quando necessario, la pubblicazione di una nuova versione. Non è sufficiente cambiare la data senza indicare quali sezioni sono state aggiornate.
Una scheda ben redatta deve inoltre essere coerente con la valutazione dei rischi effettuata dal datore di lavoro, con le istruzioni d’uso, con l’etichetta, con le informazioni tecniche del prodotto e con le procedure di emergenza. Deve essere comprensibile per i destinatari, ma senza semplificare al punto da perdere precisione tecnica. Prima della distribuzione è consigliabile sottoporla a un controllo incrociato da parte di un professionista competente in classificazione CLP, igiene industriale e normativa REACH, soprattutto quando l’olio contiene additivi complessi, sostanze soggette a limiti di esposizione o componenti classificati come pericolosi.
Fac simile schede sicurezza olio motore
SCHEDA DI DATI DI SICUREZZA
Olio motore
Data di compilazione: __
Versione: __
Data di revisione: __
Numero documento: __
—
SEZIONE 1: Identificazione della sostanza o della miscela e della società/impresa
1.1 Identificatore del prodotto
Nome commerciale: __
Denominazione del prodotto: __
Codice prodotto: __
Codice UFI: __
Numero di registrazione REACH: __
Tipo di prodotto: Olio motore
Forma fisica: __
Colore: __
Numero CAS: __
Numero CE: __
1.2 Usi identificati pertinenti della sostanza o della miscela e usi sconsigliati
Uso identificato: __
Categoria d’uso: __
Usi sconsigliati: __
1.3 Informazioni sul fornitore della scheda di dati di sicurezza
Nome società: __
Indirizzo: __
CAP: __
Città: __
Provincia/Stato: __
Paese: __
Telefono: __
Fax: __
E-mail: __
Sito web: __
Persona responsabile della scheda: __
1.4 Numero telefonico di emergenza
Numero telefonico di emergenza: __
Disponibilità: __
Lingue disponibili: __
—
SEZIONE 2: Identificazione dei pericoli
2.1 Classificazione della sostanza o della miscela
Classificazione ai sensi del Regolamento (CE) n. 1272/2008 (CLP):
__
__
Classe e categoria di pericolo: __
Codici di classe e categoria di pericolo: __
2.2 Elementi dell’etichetta
Pittogrammi di pericolo: __
Avvertenza: __
Indicazioni di pericolo:
- __
- __
- __
Consigli di prudenza:
- __
- __
- __
- __
Informazioni supplementari sui pericoli:
__2.3 Altri pericoli
Pericoli fisico-chimici: __
Pericoli per la salute: __
Pericoli per l’ambiente: __
Sostanza/miscela con proprietà di interferenza endocrina: __
Risultati della valutazione PBT e vPvB: __
Altri pericoli: __—
SEZIONE 3: Composizione/informazioni sugli ingredienti
3.1 Sostanze
Non applicabile / Applicabile: __
Nome della sostanza: __
Numero CAS: __
Numero CE: __
Numero di registrazione REACH: __
Concentrazione: __
Classificazione CLP: __3.2 Miscele
| Componente | Numero CAS | Numero CE | Numero REACH | Concentrazione | Classificazione CLP |
|—|—|—|—|—|—|
| __ | __ | __ | __ | __ | __ |
| __ | __ | __ | __ | __ | __ |
| __ | __ | __ | __ | __ | __ |
| __ | __ | __ | __ | __ | __ |Note sulla composizione:
__
__—
SEZIONE 4: Misure di primo soccorso
4.1 Descrizione delle misure di primo soccorso
Inalazione:
__Contatto con la pelle:
__Contatto con gli occhi:
__Ingestione:
__Autoprotezione del soccorritore:
__4.2 Principali sintomi ed effetti, sia acuti che ritardati
__
__4.3 Indicazione dell’eventuale necessità di consultare immediatamente un medico e di trattamenti speciali
__
__Informazioni per il medico: __
—
SEZIONE 5: Misure di lotta antincendio
5.1 Mezzi di estinzione
Mezzi di estinzione idonei:
__Mezzi di estinzione non idonei:
__5.2 Pericoli speciali derivanti dalla sostanza o dalla miscela
__
__Prodotti di combustione pericolosi: __
5.3 Raccomandazioni per gli addetti all’estinzione degli incendi
__
__Dispositivi di protezione speciali: __
Ulteriori informazioni: __—
SEZIONE 6: Misure in caso di rilascio accidentale
6.1 Precauzioni personali, dispositivi di protezione e procedure in caso di emergenza
__
__Dispositivi di protezione individuale: __
Procedure per il personale non di emergenza: __
Procedure per gli addetti all’emergenza: __6.2 Precauzioni ambientali
__
__6.3 Metodi e materiali per il contenimento e per la bonifica
__
__Materiali assorbenti consigliati: __
Metodi di raccolta: __
Metodi di pulizia: __
Smaltimento del materiale contaminato: __6.4 Riferimento ad altre sezioni
Sezione 8: __
Sezione 13: __—
SEZIONE 7: Manipolazione e immagazzinamento
7.1 Precauzioni per la manipolazione sicura
__
__Misure igieniche: __
Prevenzione degli incendi: __
Prevenzione della formazione di aerosol o vapori: __7.2 Condizioni per lo stoccaggio sicuro, comprese eventuali incompatibilità
Temperatura di stoccaggio: __
Condizioni di conservazione: __
Materiali incompatibili: __
Imballaggi idonei: __
Imballaggi non idonei: __
Durata di conservazione: __7.3 Usi finali particolari
__
—
SEZIONE 8: Controlli dell’esposizione/della protezione individuale
8.1 Parametri di controllo
Valori limite di esposizione professionale:
__| Componente | Valore limite | Tipo di limite | Fonte |
|—|—|—|—|
| __ | __ | __ | __ |
| __ | __ | __ | __ |Valori DNEL: __
Valori PNEC: __
Procedure di monitoraggio raccomandate: __8.2 Controlli dell’esposizione
Controlli tecnici idonei:
__Protezione degli occhi e del volto: __
Protezione delle mani: __
Materiale dei guanti: __
Tempo di permeazione: __
Protezione della pelle: __
Protezione respiratoria: __
Pericoli termici: __
Controlli dell’esposizione ambientale: __—
SEZIONE 9: Proprietà fisiche e chimiche
Stato fisico: __
Colore: __
Odore: __
Soglia olfattiva: __
Punto di fusione/congelamento: __
Punto di ebollizione o intervallo di ebollizione: __
Infiammabilità: __
Limite inferiore di esplosività: __
Limite superiore di esplosività: __
Punto di infiammabilità: __
Temperatura di autoaccensione: __
Temperatura di decomposizione: __
pH: __
Viscosità cinematica: __
Viscosità dinamica: __
Solubilità in acqua: __
Solubilità in altri solventi: __
Coefficiente di ripartizione n-ottanolo/acqua: __
Tensione di vapore: __
Densità relativa: __
Densità di vapore relativa: __
Caratteristiche delle particelle: __
Proprietà esplosive: __
Proprietà ossidanti: __
Altre informazioni: __—
SEZIONE 10: Stabilità e reattività
10.1 Reattività
__
10.2 Stabilità chimica
__
10.3 Possibilità di reazioni pericolose
__
10.4 Condizioni da evitare
__
10.5 Materiali incompatibili
__
10.6 Prodotti di decomposizione pericolosi
__
—
SEZIONE 11: Informazioni tossicologiche
11.1 Informazioni sulle classi di pericolo definite nel Regolamento (CE) n. 1272/2008
Tossicità acuta: __
Corrosione/irritazione cutanea: __
Gravi danni oculari/irritazione oculare: __
Sensibilizzazione respiratoria o cutanea: __
Mutagenicità delle cellule germinali: __
Cancerogenicità: __
Tossicità riproduttiva: __
Tossicità specifica per organi bersaglio — esposizione singola: __
Tossicità specifica per organi bersaglio — esposizione ripetuta: __
Pericolo in caso di aspirazione: __Vie di esposizione probabili: __
Sintomi correlati alle caratteristiche fisiche, chimiche e tossicologiche:
__Effetti immediati e ritardati:
__11.2 Informazioni su altri pericoli
Proprietà di interferenza endocrina: __
Altre informazioni tossicologiche: __—
SEZIONE 12: Informazioni ecologiche
12.1 Tossicità
Tossicità per organismi acquatici: __
Tossicità per organismi terrestri: __12.2 Persistenza e degradabilità
__
12.3 Potenziale di bioaccumulo
__
12.4 Mobilità nel suolo
__
12.5 Risultati della valutazione PBT e vPvB
__
12.6 Proprietà di interferenza endocrina
__
12.7 Altri effetti avversi
__
—
SEZIONE 13: Considerazioni sullo smaltimento
13.1 Metodi di trattamento dei rifiuti
Prodotto:
__Imballaggio contaminato:
__Codice EER: __
Normativa applicabile: __
Precauzioni per lo smaltimento: __—
SEZIONE 14: Informazioni sul trasporto
14.1 Numero ONU o numero ID
__
14.2 Designazione ufficiale ONU di trasporto
__
14.3 Classi di pericolo connesso al trasporto
__
14.4 Gruppo di imballaggio
__
14.5 Pericoli per l’ambiente
__
14.6 Precauzioni speciali per gli utilizzatori
__
14.7 Trasporto marittimo alla rinfusa conformemente agli atti dell’IMO
__
Trasporto su strada/ferrovia ADR/RID: __
Trasporto marittimo IMDG: __
Trasporto aereo ICAO/IATA: __—
SEZIONE 15: Informazioni sulla regolamentazione
15.1 Disposizioni legislative e regolamentari su salute, sicurezza e ambiente specifiche per la sostanza o la miscela
Regolamento REACH: __
Regolamento CLP: __
Direttive e normative nazionali applicabili: __
Restrizioni d’uso: __
Autorizzazioni: __
Altre disposizioni applicabili: __15.2 Valutazione della sicurezza chimica
Valutazione della sicurezza chimica effettuata: __
Data della valutazione: __
Soggetto responsabile: __—
SEZIONE 16: Altre informazioni
Indicazione delle modifiche rispetto alla versione precedente:
__Abbreviazioni e acronimi:
__Testo completo delle indicazioni di pericolo:
__
__Testo completo dei consigli di prudenza:
__
__Fonti dei dati utilizzati:
__Metodo di valutazione utilizzato per la classificazione della miscela:
__Formazione necessaria per gli utilizzatori:
__Ulteriori informazioni:
__Redatta da: __
Verificata da: __
Approvata da: __
Firma: __
Data: __